The Dressmaker: la vendetta rosso Valentino di Kate Winslet.

Ciao cinema lovers, questa settimana ben due mie articoli per recuperare il silenzio stampa degli scorsi giorni 😉

Oggi vi vorrei parlare dell’ultimo film che ho visto al cinema; in realtà l’ho visto alla fine di Aprile e negli ultimi due weekend non sono andata al cinema perchè – come vi ho accennato nel mio scorso post – i film che vorrei vedere escono tutti nella seconda metà di maggio, quindi vi parlerò di “The Dressmaker”, un film condito da 50% di tragedia e 50% di comicità, magistralmente interpretato dalla regina delle regine – Kate Winslet, assolutamente una delle mie attrici preferite.

Titolo originale: The Dressmaker

Titolo italiano: The Dressmaker Рil diavolo ̬ tornato

Regia di: Jocelyn Moorhouse

Distribuzione: Eagle Pictures

Uscita italiana: 28 aprile 2016

Cast: Kate Winslet, Judy Davis, Liam Hemsworth, Hugo Weaving, Caroline Goodall.

Trama: Tilly Dunnage, affascinante e talentuosa stilista, dopo aver lavorato per anni per i più grandi atelier parigini di haute couture, decide di far ritorno a Dungatar, un piccolo paesino nel sud est dell’Australia. Dopo quasi 20 anni di assenza, Tilly, che, ancora bambina, ha dovuto abbandonare la città natale in seguito a un tragico evento, torna per stare accanto all’eccentrica madre, Molly, e affrontare un passato scomodo e doloroso. Nel cuore di Tilly matura un desiderio di vendetta. A Dungatar tutti conoscono Tilly. Ottusi, curiosi, scontrosi e poco socievoli, gli abitanti di Dungatar difendono un equilibrio precario, consapevoli che nessun segreto è davvero al sicuro. Il ritorno di Tilly in città fa vacillare questo labile equilibrio. La minaccia si veste di strane ed esotiche stoffe, giunte dalla Francia fino a Dungatar a bordo di cassapanche cariche di tessuti. Nel frattempo Tilly si innamora di Teddy, uomo dall’animo puro e sincero e, armata di ago, filo e grande esperienza, trasforma le donne di Dungatar, l’angusta città natale, infliggendo una sottile vendetta ai suoi detrattori.

Tratto dall’omonimo romanzo best-seller di Rosalie Ham – “The Dressmaker” – io definirei questo film tragi-comico perchè posso affermare con certezza che la ns. protagonista Tilly, interpretata magistralmente dalla meravigliosa Kate Winslet, è la massima esponente del “Mai una gioia”.

Ambientato in un’ Australia con un pizzico di selvaggio West modaiolo, The Dressmaker racconta la storia del ritorno alle origini della talentuosa Tilly Dunnage, la quale fa ritorno dopo anni nel suo paesino natale, dove da piccola era stata cacciata perchè ritenuta responsabile di un omicidio di un compagno di scuola. Tilly non ricorda bene tutto l’accaduto, ma decide di ritrovarsi con la madre – definita da tutti “la pazza”, abbandonata a stessa in una casa malandata – che inizialmente farà di tutto per mandarla via, ma poi l’amore materno prevarrà.
Tilly, grande stilista, riuscirà a rendere attraente una “vecchia amica”, la quale da piccola però non l’aveva aiutata dopo “il presunto omicidio”. Nonostante tutte le male lingue, lei con ago e filo porterà avanti la sua vendetta, cercando di ripulire il proprio nome finchè non si innamorerà di Teddy, interpretato dal Gale di Hunger Games, nonchè fratello minore di Thor – Liam Hemsworth (il quale è IDENTICO al fratellone!) – che ci farà (lo ammetto!) palpitare il cuore come non credevo fosse in grado di fare (nonostante sia strano vedere una quarantenne che bacia un ventenne, ma vabbè!).
Un film particolare, come la storia che racconta. Una Kate fantastica come sempre e un’ambientazione caratteristica. L’ho definito tragicomico perchè abbiamo in egual misura la comicità e la tragedia che un buon film di questo tipo deve avere.
Non sono solita guardare film del genere perchè molte volte li trovo eccessivi, ma “The Dressmaker” mi ha conquistata… nonostante il sottotitolo italiano sia stato un mero tentativo di accalappiare più spettatori ricordando il film “Il diavolo veste Prada”.
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E voi cosa ne pensate di Kate Winslet e di questo film particolare? Alla prossima recensione!
Ancora una volta diabolicamente vostra,
Gina.

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