“Le parole degli altri” di Michaël Uras – Recensione

Book by:
Michaël Uras
Price:
16,90 euro

Reviewed by:
Rating:
3
On Aprile 6, 2017
Last modified:Luglio 17, 2017

Summary:

Alexander è un biblioterapeurta parigino che con i consigli letterari cerca di far uscire i suoi pazienti dalle situazione problematiche in cui si ritrovano. Riuscirà, tuttavia, a risolvere la sua di situazione attraverso i libri?

Buongiorno lettrici, sono Aurora e oggi vi parlo di un libro che esce proprio oggi nelle librerie: “Le parole degli altri” dell’autore francese Michaël Uras. Un libro che parla di libri per veri appassionati della carta stampata… Venite a scoprirne di più!

TITOLO: Le parole degli altri

AUTORE: Michaël Uras

CASA EDITRICE: Nord

PREZZO: 16,90 euro

GENERE: letteratura contemporanea

Fino al giorno in cui non avevo capito che la lettura poteva ristabilire un equilibrio, placare, aiutare quanti soffrivano. Era la biblioterapia. E ne avevo fatto il mio mestiere. Siccome le parole potevano distruggere, e ogni cosa su questo pianeta aveva un lato positivo e uno negativo, c’era un valore salvifico nella lettura di certi testi.

TRAMA: Per tutti arriva il momento di scegliere cosa fare nella vita. Ed è arrivato anche per Alex. Lui, però, ha avuto un’idea geniale: perché non mettere a frutto la sua smisurata passione per i libri e il suo intuito nel saper leggere il cuore delle persone? Così si è inventato un mestiere: il biblioterapeuta. Invece di medicine, Alex dispensa ai suoi pazienti precisi consigli di lettura e li accompagna nella scoperta del potere salvifico delle parole: Aspettando Godot per chi ha troppo da fare, Il giovane Holden per chi ha paura di ribellarsi, l’Odissea per ritrovare il proprio posto nel mondo… E, grazie a quei consigli, le persone stanno meglio: sta meglio Yann, il ragazzo innamorato che non riesce a dichiararsi; sta meglio Anthony, il calciatore travolto dal successo, e sta meglio Robert, l’uomo d’affari che ha smarrito se stesso. Tutto sembra andare per il meglio, finché Alex non si rende conto che, in realtà, anche nella sua vita c’è qualcosa che non va. Pure lui deve riuscire a cambiare, a «guarire». Ma, si sa, consigliare gli altri è semplice, mentre risolvere i propri problemi può essere un’impresa impossibile. Soprattutto quando non si ha idea da quale libro cominciare…

“Offrire il romanzo o la poesia che, tra i milioni di opere esistenti, sappia parlare a un povero essere umano. E non uso il verbo «parlare » a caso. Un testo che ci parla crea una vera e propria intimità col suo lettore. Non passa dagli occhi ma dalle orecchie, per penetrare in noi.”

RECENSIONE

Mentre scrivo questa recensione, cari lettori, sono ancora in dubbio se ho effettivamente capito questo romanzo o no e cosa, soprattutto, mi ha lasciato. “Le parole degli altri” parla di persone, di problematiche esistenziali, di libri… Parla di tante cose, ma alla fine dà l’impressione di non parlare di niente.

Alexandre è un biblioterapeuta, cioè aiuta le persone ad affrontare i propri disagi attraverso l’assegnazione di testi letterari specifici. Alex, quindi, ha una vastissima conoscenza della letteratura (oserei dire francese considerato il fatto che quasi la totalità dei libri citati sono opere di autori francesi) e anche della psicologia in quanto a tutti gli effetti egli è un terapeuta. Questo protagonista poteva avere, a mio avviso, un grande potere attrattivo nei confronti dei lettori, in quanto, tutti affrontiamo quotidianamente degli ostacoli e lui poteva essere quel mezzo che aiuta anche il lettore, non solo il cliente che nel romanzo lo paga, ad affrontarli attraverso le parole. Alexandre, tuttavia è un personaggio narcisista, un tantino borioso e saccente, che poco ce lo fa apprezzare, anche perché, a parte queste sfumature caratteriali, sappiamo solamente che ha un aspetto un po’ effemminato, che ha una madre difficile e una fidanzata che l’ha lasciato. Il resto non ci è dato saperlo e per questo motivo non ci si riesce ad immedesimarsi in lui. Gli scambi che ha con i suoi clienti potevano essere terreno fertile per battute sagaci e divertenti, ma vediamo solo disagio, sia nel terapeuta che in loro, al punto che viene quasi da chiedersi se ami davvero il suo lavoro ed aiutare gli altri o se è stato spinto a questa scelta soltanto per amore dei libri. Il ragazzino sfigurato, il calciatore disagiato e il venditore omofobo sono tutti personaggi piatti e stantii, che rivelano di sé soltanto i loro lati viziosi e sgarbati.

In tutto ciò, il punto di vista per tre quarti di romanzo resta in prima persona quello di Alex finché, a un certo punto, senza spiegazioni ci ritroviamo a leggere un punto di vista in terza persona, esterno, neutro e questo, ovviamente, destabilizza il lettore che deve tornare a rileggere qualche riga per capire di cosa si stia parlando e questo rende, ovviamente, la lettura frammentaria. Tuttavia, la scrittura è lineare e chiara, quando si capisce in che POV siamo.

È davvero un peccato per me “criticare” questo romanzo che aveva tutte le capacità di diventare una storia godibile, tuttavia come dicevano i professori di scuola “ha le capacità, ma non si applica”.

Direi, per concludere, che questo è un romanzo fine a sé stesso, che, a chi cerca una bella storia che parla di libri e di persone, a chi pensa di tenere la wish list di fianco per appuntarsi i consigli letterari dati dal biblioteraputa, lascerà poco.

Non ho mai nessuna certezza quando inizio un percorso di assistenza. Il dubbio fa parte del sistema. Non sono un medico. Il medico non deve dubitare mai. Per cominciare vorrei leggerle un testo.

Baci,

Aurora

 

Alexander è un biblioterapeurta parigino che con i consigli letterari cerca di far uscire i suoi pazienti dalle situazione problematiche in cui si ritrovano. Riuscirà, tuttavia, a risolvere la sua di situazione attraverso i libri?

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