Recensione “La notte che ho dipinto il cielo” di Estelle Laure

Buongiorno Readers, sono Giulia!
Oggi vi parlerò di un libro carino, ma che non mi ha convinta come mi aspettavo. Eccovi, quindi, la mia recensione di “La notte che ho dipinto il cielo” di Estelle Laure.
91XaagnRxwLTitolo originale: This Raging Light
Editore: DeAgostini
Genere: YA contemporaneo
Voto: 7\10
Prezzo: € 14.90
Trama: Per Lucille, diciassette anni e una passione per l’arte, l’amore ha il volto della sorellina Wrenny. Wrenny che non si lamenta mai di niente, Wrenny che sogna un soffitto del colore del cielo. E poi ha il volto di Eden. Eden che è la migliore amica del mondo, Eden che sa la verità. Quella verità che Lucille non vuole confessare nemmeno a se stessa: sua madre se n’è andata di casa e non tornerà. Ora lei e Wrennie sono sole, sole con una montagna di bollette da pagare e una fila di impiccioni da tenere alla larga. Prima che qualcuno chiami i servizi sociali e le allontani l’una dall’altra. Ma è proprio quando la vita di Lucille sta cadendo in pezzi che l’amore assume un nuovo volto: quello di Digby. Digby che è il fratello di Eden, Digby che è fidanzato con un’altra e non potrà mai ricambiare i suoi sentimenti. O forse sì? L’unica cosa di cui Lucille è sicura è che non potrebbe esserci un momento peggiore per innamorarsi…

 

 

“Che senso ha vivere, se non sei disposto a lottare per ciò che di vero hai nel cuore, se non sei disposto a rischiare qualche ferita?
Bisogna infuriarsi.”

R E C E N S I O N E 📚
Questo libro mi ha suscitato emozioni molto contrastanti, e purtroppo non intendo in modo positivo. Quando ho iniziato la lettura pensavo di trovarmi di fronte ad un viaggio impegnativo, tosto, e forte, come prometteva la trama. Però non è stato così.
Lucille è una 17enne con una famiglia che non si può più definire tale: ormai è composta solo da Lucille e da sua sorella, Wrennie. Loro padre è impazzito e si è ritrovato rinchiuso in un ospedale psichiatrico in breve tempo, mentre loro madre non è riuscita ad andare avanti. Ha, quindi, abbandonato le figlie per andare chissà dove, con chissà chi. Ha lasciato una ragazza adolescente in balia delle bollette e di una sorellina di appena 10 anni, scomparendo dalla loro vita. Lucille deve rimboccarsi le maniche per sostenere la vita sua e di Wrennie, deve comportarsi da adulta, deve proteggersi dagli sguardi altrui, che sembrano sapere tutto delle sue condizioni. Non vuole, assolutamente, separarsi dalla sorellina, che ormai è l’unica cosa che le rimane. Ad aiutarla ci saranno Eden, la sua migliore amica, e Digby, il fratello gemello di Eden. Il ragazzo di cui Lucille è pazzamente innamorata, il ragazzo fidanzato da anni con un’altra.
Il ragazzo che, però, forse ricambia i suoi sentimenti.

“Io e Digby ci fissiamo. È un duello, e io sono pronta a sparare.”

Cosa posso dire? Questo libro non mi ha convinta per nulla. Avrò avuto aspettative un po’ alte? Non so.
Mi ero auto-convinta che sarebbe stata una lettura parecchio impegnativa perché, si sa, il tema dell’abbandono necessita di attenzione ed è arduo da affrontare. Invece no. Ho trovato che fosse trattato con troppa semplicità, troppa leggerezza, e questo mi ha fatto storcere il naso fin da subito.

Certe cose non si possono rimangiare. Non si può far finta che non siano mai accadute.”

I flashback sul passato dei personaggi sono, forse, una delle poche cose che ho apprezzato: raccontano della pazzia del padre, del malessere della madre e dell’amicizia tra Lucille ed Eden. Ma ce ne sono stati troppi pochi per essere significativi, secondo me.
Un’altro punto a sfavore è stata la caratterizzazione dei personaggi: l’unica descritta così bene da capirne il carattere è la sorella di Lucille, Wrennie, e non la protagonista stessa. Digby sarebbe potuto essere un bel personaggio, ma anche la sua relazione con Lucille è poco approfondita. L’amicizia con Eden è l’unico legame che ho percepito durante la lettura, e questo mi ha fatto piacere.
Mi avrebbe fatto piacere anche scavare più a fondo nel passato della protagonista, in quello di sua mamma, di suo papà, ecc..ma, ahimè, non è stato così.  Per ultima cosa, non mi è piaciuta la narrazione dell’autrice. Il suo stile mi è apparso scarno, semplicistico e privo di elementi come le descrizioni che, qualche volta, servono eccome xD
Ho trovato il libro carino e piacevole, quindi lo consiglio come lettura leggera, ma non resta impresso. Per me i libri devono lasciare “i graffi” sul cuore. Ma, purtroppo, questo libro non me l’ha neppure sfiorato.
E voi? Cosa ne pensate di questa nuova uscita? 🙂
Un saluto e alla prossima recensione!

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Giulia

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